Ma qui piove da Dicembre,
mi piove sulle ossa.
Il cuore è diventato un prato verde,immerso nel buio
e io sono seduta a gambe incrociate
intorno a me,un cancello,chiuso
isolato a sinistra.
Mi sono sentita liquida,per un attimo
e ho pensato
a quanto tempo è passato da quando ho messo i miei segreti dentro ad un frigo
penso che ne è passato troppo,da quando t'ho visto correre,
e non smettevo più di dirmi di non essere abbastanza.
Non sono abbastanza.Non lo sono.
Come i secondi spalmano il tempo
così ho sentito la pioggia asciugarsi addosso
come laccio,una sacrosanta verità,un istinto
soffocarmi la gola.
E allora ho capito che per uscire dal cancello
una parte di me deve morire.
Che per sentirmi il più liquida possibile
devo amare la pioggia
ed essere più paziente.
Che poi,la tua voce continua a massaggiarmi la pelle.
E i pori ne sono pieni.
Ma quella è un'altra storia.
22 ottobre 2009
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Molto bella, si scioglie tra le frasi e mi fa sentire fluido
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