Ogni cosa è infilata dentro un barattolo di ferro.
Il mondo è una grande matrioska a tre dimensioni
e il disagio del futuro le è incollato sui capelli.
Nel frattempo,vivo di intuizioni sensibili
da spalmare su pareti bianche e fredde
come fanno i bambini,
come fanno le loro mani sporche di tempera.
E così,disegno il mio mondo bidimensionale
in cui lo spazio e il tempo
non sono che corollari di amore e solitudine
in cui ciascuna strada sia sorvegliata
da intagliatori di fumo che giocano a disegnare nuvole che non pioveranno mai
in cui poter sostare in ogni crocicchio
e sentire i violini benedire il suolo che sputa fuoco
che vibra la notte
che vibra l'amore
e vederlo sollevarsi ad ogni carezza di un uomo a una donna
come la luna solleva la superficie del mare.
Commuovermi e tremare solleticata dal tempo che da ordine ai pensieri.
Così l'autodeterminarsi delle cose non sarà mai luce riflessa
ma sarà speculare al buio
la distrazione avrà voglia di attenzione.
la mia attesa della vita sarà attesa della morte
e la morte avrà le sembianze di una carezza
che è la massima tensione del mio universo
che trascende e sfiora il nulla
e si appende all'attimo che sprofonda nell'eterno.
4 dicembre 2009
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Encantada
RispondiEliminaGià scritto sul mio blog ma mi scuso nuovamente perché so stata capace di rifiutare manco uno, due commenti tuoi. Per errore, sia chiaro -.-
RispondiEliminaSono un po' pasticcia