19 febbraio 2012

Le chiamavano scelte.

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Le chiamano scelte.Ma sono i periodi della vita a scegliere per noi?Forse per questo preciso motivo esistono cose 
 chiamate rimpianti,cose chiamate ricordi,cose che definiremmo nostalgiche.Abbiamo scelto,ne abbiamo la responsabilità eppure rimane qualcosa di sospeso,una saudade leggera ma corposa che segna le giornate.A me capita spesso.Poi sogno che le cose siano andate diversamente.Ho sognato e sogno che avrei trovato l'amore della mia vita all'università,che avrei potuto progettare,condividere,esaurire le energie per cederle a qualcuno di diverso da me,che avrei potuto crescere condividendo qualcosa,che avrei sorriso in modo diverso se quelle scelte ci fossero state.Sai qual è il problema?Sta nell'accettazione.Io ho sempre scelto,o almeno ci ho provato.Il mio problema è che ho accettato le scelte degli altri.E'un problema comune,anche tuo. E'di tutti.Come puoi accettare una giornata di pioggia,o il mare in tempesta.Questa può chiamarsi libertà?Se così è io non mi sento affatto libera pur avendo avuto l'illusione di scegliere le cose più belle nella mia vita.E allora arrivo a pensare che gli altri  non abbiano avuto sufficiente coscienza di me.Non mi abbiano percepito nel senso esistenziale del termine.Non ero abbastanza per loro. Mentre loro erano abbastanza per me. E questo pensiero mi rende triste come mai lo sono stata. Poi penso che le cose più emozionanti e piene d'amore che ho attualmente nella mia vita non siano state il frutto di scelte. Ho i genitori più belli e generosi del mondo ma non li ho scelti, sono fortunata, mi sono capitati. Dopo questo pensiero non voglio scegliere mai più.Io da grande voglio essere scelta.Ma continuerò a innamorarmi ogni giorno.

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