20 febbraio 2013

what you're thinking.

Alle volte mi capita di sentirmi una (in)degna sostituta, come un coperchio che tenti di arrangiare pur di non buttare il tuo barattolo preferito. Un coperchio, uno di quelli comprati nei discount ai maxi sconti natalizi dove nei cestoni trovi davvero di tutto e un po' per caso, sarà stata colpa di un cartellone gigante universalmente responsabile, un po' per curiosità, ti ritrovi con le mani  nel mega cestone, a frugare. Ti ritrovi  tra le mani un tappo. Ti ricordi del tuo barattolo preferito e del suo tappo consumato e decidi di sostituirlo. Per puro caso. C'era perfino una scritta: "fragile", letto con accento marcatamente americano, che si sa, fa particolarmente underground e decidi di comprarlo. 
E nello stesso, preciso istante in cui lo giri e rigiri tra le mani, immaginando di tappare il tuo barattolo comprato a quella gita folle a New York, sai benissimo che non calzerà mai alla perfezione ma nello stesso istante posi la banconota sul tappeto rullante, paghi il prezzo, lo compri.
"Il problema- si ripeteva sta nello scegliere che le cose calzino. E calzino bene". Quel verbo, calzare, diceva un po' tutto. E i pensieri si facevano incalzanti, aderivano perfettamente alla memoria, al gusto, al ricordo del tappo, quello della fiera di New York. Sapeva bene, nel momento in cui sceglieva, che sarebbe stata una forzatura. E la pressione aumentava, ogni mattina preparava la sua tazza di latte,  inzuppava i suoi cereali preferiti - che aveva scelto di custodire nel barattolo - ed era come vedere un salto d'aria che, puff... faceva schizzare il tappo, lontano. E i cereali erano meno buoni del solito, e la colazione diventava un momento infelice.
Ecco, le persone funzionano proprio allo stesso modo.
Mi sento come quel tappo, inadeguato al tuo barattolo di vita. Non chiedermi il motivo, non saprei spiegartelo con le parole ma mi sento piccola quanto una briciola di felicità che cammina sul sentiero dell'illusione e che prima o poi verrà mangiata dal vento. Divorata. Il problema è far calzare le cose, si ripeteva.

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