18 marzo 2013

give up the ghost

mi sono risvegliata e non riuscivo a scrivere più nulla. in un appannato stato di dormiveglia ho tentato di dispiegare la nebbia, di scostarla con le mani e la dolcezza nel cuore, come si farebbe con una tenda di seta per lasciare entrare il vento estivo, il vento di pace che solo l'alba può dare. è una di quelle canzoni che sosta proprio all'altezza della bocca dello stomaco, che non riesci proprio a digerire, che ti trattiene senza prenderti per mano, che trascina le gambe a intrecciarsi con le lenzuola nella notte più fredda di tutto l'inverno, a viaggiare con te stessa nell'acqua di un fiume che scorre lentamente e piega a valle, a sentirti nel senso più puro della parola "sentire", che scende e arriva e pizzica su corde di metallo il limbo dei pensieri, che si prende il coraggio di autostabilirti, e sceglie lei per te. sceglie i confini. e ti dissolve, come un bambino che divorato dalla stanchezza del pianto, cede al riposo.

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