Scrostare parole, dai lembi di pelle
come si fa con il dolore.
Spogliarle e giocare a ricomporle
come si fa con l'amore
che a trascinarsi, insieme
si rischia il fondo
si raschia la terra
dove non arrivano i colori
nel punto più profondo,
un Dorje Thekpa, lo chiamavano così.
E mi prendi per mano
e mi insegni come si fa a costruire un castello di sabbia
nel punto in cui batte il sole
in una tempesta spaziale
tra i nostri incastri emotivi
e le lune storte
a cucire lembi di pelle,
a simulare un abbraccio,
a stringere forte
i denti e baciarti dappertutto.
Ma tutto è una parola.
E tutto è così, cedevole.
7 marzo 2013
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